Scuola-caserma

La scuola è divenuta quello che era la caserma fino a poco tempo fa: un luogo in cui masse di individui (non persone) sono costrette a convivere per una necessità che non sentono e a fare tutti le stesse cose. Il risultato, come prevedibile, è l'accumularsi di frustrazioni e di odio. Ovviamente la cosa non costituisce alcun problema per i cari insegnanti targati CGIL, Rofondazione e così via, i quali, oltre a esercitare mobbing verso i colleghi dissenzienti (non scherzo, dico sul serio: perchè nessuno parla mai del mobbing fatto dalla CGIL?), addirittura vorrebbero espandere la scuola-caserma col pretesto che così si assume gente e in ossequio alla loro mentalità dove tutti marciano a ranghi compatti (in realtà comandati da qualcuno, però abbastanza furbo da mascherarsi dietro la presunta "volontà generale"). Inutile, anche qui, osservare che la gente così assunta non apporta alcun contributo alla scuola nè tanto meno alla cultura. I ragazzi, col loro istinto, hanno capito subito come stanno le cose: non è più raro sentire ragazzi addirittura di scuola media affermare che loro sono costretti ad andare a scuola per fare un favore ai professori. Non mi sento più di dar loro torto.